Da giorni medito che la “prima Salamellando con l’Avis” sarà il mio allenamento lungo pre-maratona: giro da 12 + giro da 21.
Alle 6 mi sveglio a casa di mia sorella a cui ho chiesto ospitalità visto che abita a due passi dalla partenza. Luca non si lamenta per ciò che lo aspetta, che meraviglia di nipotino! Uscire di casa è dura: fa freddissimo, è tutto ghiacciato e la neve non si appiattisce sotto le mie scarpe da corsa…. rimane bella compatta e scivolosa… inoltre si nota tutt’attorno una spessa nebbia, rara in questi posti … ;-)
All’appuntamento se non fosse per quel colore accecante delle “magliette salamella” a cui nessuna rinuncia, non mi accorgerei della loro presenza: paiono tante formichine che in ordine sparso, lavorano in modo frenetico e silenzioso. Accipicchia che organizzazione!! Anche Maria, mia sorella, Paolo e Luca, cognato e nipote, partono con un carico di cibo da rifugio anti-atomico, per il 14° km. Io a questo punto avviso tutti non si sa mai…i percorsi non sono ancora completamente segnati e il mio senso dell’orientamento fa acqua da tutte le parti; così non appena il garmin si connette, via! Sola soletta parto sul percorso della 12. Poco dopo, dietro di me sento come un’eco dei miei passi: a 200 m intravedo un podista in abbigliamento succinto e occhiali da sole… forse sto impazzendo…in realtà sono su un’isola in mezzo al mare e sogno di correre nella nebbia della pianura lombarda? Scambio due parole con lui e poi il ristoro del 6° km dividerà le nostre strade. Qui Caz con altre Salamelle ci accolgono festosi e già in piena operatività, preparano pentoloni di the caldo, vassoi di biscotti e tutto quello che un podista infreddolito sognerebbe…o quasi…Oltrepassato il festante ristoro, torna quel silenzio che fa quasi male, la natura sembra dormire sotto questa coltre bianca, non si muove nulla, nemmeno l’acqua nei fossati ai lati del sentiero, ha voglia di scorrere con questo freddo. I colpi sordi dei miei piedi sulla neve ghiacciata sono l’unica musica udibile. Solo vicino alle cascine si sentono i cani abbaiare, fortuna che son tutti legati, non sembrano molto abituati a veder passar gente… In queste occasioni ci si riappacifica col mondo, i pensieri sono per tutti e per qualcuno in modo speciale, e non ti accorgi dei km che macini, solo in qualche punto bisogna concentrarsi per mantenere l’equilibrio. E’ così senza fatica che mi ritrovo finalmente sulla strada dell’arrivo dove comincio a sorridere ai volti meravigliati dei podisti che sono appena partiti…E poi riconosco loro, i miei fedeli compagni dell’Ortica che mi riportano sul percorso della 21 e piena di una nuova euforia, riprendo i sentieri calpestati poco prima. Ogni km alterno una compagna o amico diverso: Alberto, Pino, Anna, Ines, Alvaro, Emilio e tanti, tanti altri… fino a che Valeria mi aiuta tra una chiacchiera e l’altra ad arrivare al ristoro del 14° km: pare una festa, il mio nipotino e qualche Salamella sono allegri e indaffarati a servire ognuno; qui c’è anche il servizio fotografico improvvisato da Maria, a cui nemmeno noi scampiamo. http://picasaweb.google.it/maria.pansini/PrimaSalamellando#
Con Valeria ci sosteniamo a vicenda fino alla fine. Arrivo morta tanto da non aver la forza di mangiare la mia salamella...mi accontento del pane attorno e dell’abbondante the che le dolci salamelle-mamme continuano a darmi. Insomma, che aggiungere? Per essere la prima edizione promette veramente bene. Mi chiedo: chissà dietro a quei sorrisi genuini e sotto quelle magliette fosforescenti quanto impegno e sforzo per far trascorrere una manciata d’ore di natura a più di 1200 podisti arrivati da tutt’intorno, vero Guaz?? GRAZIE e BRAVE SALAMELLE!!