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Riduci 
   
La gazzetta dell'Ortica
 
 
RiduciLettera di Erica Lombardi
   
Domenica 4 luglio 2010, io e la mia squadra Ortica team siam presenti alla partenza della II Edizione della Armeno Mottarone. Una corsa di 12 km e 500 tutta su asfalto e direi prettamente in salita.
12 km e 500non sono molti ma la salita e’ sempre tanta e dura! Ne sappiamo già q.sa, l’anno scorso eravamo presenti alla Biella Oropa, una corsa sempre di 12 km su asfalto e in salita. Ricordo all’arrivo i segni della fatica sul volto dei miei compagni ma l’entusiasmo della riuscita di questa piccola impresa e’ prevalso e ci portato quest’anno ad Armeno Mottarone!
Partiamo alle ore 9.00, sparpagliati tra corridori veloci e impavidi. Davanti a noi si presenta una lunga salita e qualche secondo prima di affrontarla, la mia mente vaga per un attimo e si sofferma su quei pochi giorni di allenamenti svoltosi in salita.
Riuscirò a completare la Armeno Mottarone senza camminare? Camminare io? No…maiii!Ebbene si, camminare proprio non mi piace, ricordo quelle lunghe e noiose passeggiate da bambina, già allora pensavo ma perché non correre? Si arriva prima!
La salita ha inizio, e’ dura, il fiato si fa subito corto e il passo si accorcia sempre più e in molti alternano il cammino alla corsa! Si sale e si sale ancora, ogni tanto qualche lieve falsopiano ma neanche l’ombra di qualche piccola discesa!
Devo dire però che i chilometri si susseguono velocemente , la fatica però aumenta ed e’verso la fine del percorso, alla visto di Giorgio, che la mia testa vacilla!
Giorgio e’ venuto in bici ma ora non sta pedalando ed e’ giù dalla sella e sta completando il percorso a piedi! Son tentata di fermarmi e di camminare un po’ con lui ma tengo duro e tiro dritta sempre di corsa! Non mi sono ancora fermata!
Grazie al bel panorama riesco ancora a correre, curva e coi piedi bollenti fino all’arrivo con picchi dagli 8 ai 9 km h!!
L’Armeno Mottarone si conclude finalmente con una breve e ripida discesa un po’ impervia, non prima però di un’ altrettante complicata salita finale, la vetta del Mottarone, dove molti corridori (tra i quali anche la sottoscritta) si sono arresi al cammino!
Bhè in fondo c’e’ sempre la scusa…io non ho mai corso in montagna!

Erica
 
 
RiduciArticolo di Irene
   

Mont Blanc Marathon

La Mont Blanc Marathon si corre a Chamonix alla fine di giugno con un dislivello in salita di 2500m e 1490m in discesa, cioè 4000m totali! Non chiedetemi come ho fatto perché me lo sto chiedendo anche io….

Comunque l’inizio è abbastanza soft con dei saliscendi molto corribili, la vera corsa inizia al 18km con un salitone a dir poco infernale che sembra non finire mai. Dopo più di metà salita vedi il ristoro, bevi, ti riposi, controlli se il camelback è da riempire e ti accorgi che la salita continua!! E pensare che sono solo alla mezza! Continua fino al 25km si sale e poi finalmente la discesa. Ma non è mica facile, il sentiero è molto tecnico, non so come io che sono una frana in discesa, e ci sono testimoni che possono confermarlo, prendo velocità sempre più velocità (guardando la classifica si scoprirà che ho sorpassato 121 persone in quei 5km, ma dov’erano io non li ho visti!!) e arrivo fino al ristoro al 30km. Bevo, mi riposo e riparto, all’inizio ci sono dei saliscendi, da mezza morta in crisi da carenza di glicogeno mi riprendo e prendo posizioni, tiro accidenti perché in alcuni tratti il sentiero è troppo stretto per superare, ma non immagino cosa viene dopo: quello che nessun runner vorrebbe mai trovare dopo il 30km di una maratona….è salita e tira tira molto, mi faccio tentare dagli altri podisti fermi a riposare ma no io non devo fermarmi il ristoro è a meno di un km ma anche poche centinaia di metri sono tanti con una salita del genere. Il ristoro arriva, finalmente, quando mancano pochi metri un ragazzo mi incoraggia: dai che dopo questo ristoro il sentiero è molto dolce. E fortunatamente aveva ragione, l’uvetta che ho mangiato non era l’unica cosa dolce che mi aspettava, siamo al km 37, a la Flegere, le gambe hanno oramai accumulato 2300m di dislivello in salita e ovviamente li sentono, ma quando vedono il traguardo lontano ma quasi in linea d’aria e il sentiero quasi piatto, iniziano a crederci e spingono, il panorama è bello, il sole splende e il traguardo si avvicina. Passano i chilometri, arrivo più o meno al km 40 (il Garmin dopo una notte di carica per qualche mistero era ancora a batteria scarica) e scopro che il traguardo non era poi così in linea d’aria anzi si sale e la salita è dura e neanche poca, saranno gli ultimi 50m di dislivello però a me sembrano molti di più, il traguardo si vedeva in alto e riuscivo a sentire i nomi delle persone che arrivavano annunciati dallo speaker e chissà quando avrebbero chiamato il mio. L’ultimo sforzo si doveva pur fare però, a quel punto non potevo certo mollare, incredibile ma vero dopo l’ultimo tornante guardo davanti a me e vedo il traguardo a venti metri da me in piano!! Potrei fare uno sprint ma i polpacci sono stanchi, alla fine a meno quattro metri riesco a correre, è una questione di principio il traguardo si deve tagliare bene e infatti lo taglio. Finalmente arrivo al ristoro e ad un bel bicchiere di birra fresca e degnamente meritata. Organizzazione ottima, la borsa me la ritrovo in mano a dieci passi dal deposito borse, tanto che mi chiedo se l’addetto al deposito borse avesse avuto una premonizione del mio arrivo e un tifo splendido lungo il sentiero. La corsa in montagna lì è molto sentita ed è stato un continuo “Aller Courage” per quasi tutta la corsa

Sul sito www.montblancmarathon.net potete vedere il percorso, guardare i miei passaggi (corses en live e poi fishes de courer pettorale 200) o anche iscrivervi alla corsa. Esiste anche un Cross de Mont Blanc da 23km, il percorso è simile a quello della maratona ma con venti chilometri i meno,  in pratica invece di imboccare il primo salitone si va subito alla salita che io ho imboccato dopo il 30km, che appunto tira abbastanza, ma non è lunga e senza un salitone da 1000m e annessa discesa nella gambe dovrebbe essere anche abbastanza fattibile. Naturalmente il consiglio è di iscriversi per tempo, le iscrizioni si aprono a settembre, io a novembre ho trovato un pettorale tranquillamente, però prima si fa meglio è,  gente che cerca pettorali all’ultimo minuto c’è sempre….confesso che qualche tentazione di rivendere il mio l’ho avuta. Anche per l’hotel bisogna affrettarsi, i più economici vanno via subito, ma si può sempre spendere di più, trovare un bell’hotel con singola matrimoniale gigante, giardino prensile e…..centro benessere con Jacuzzi!! Dove fare il bagno con la medaglia al ritorno dalla corsa….

 

 
 
RiduciArticolo di Irene
   

ResegUP

Quando si dice “Resegone” tutti pensano alla più famosa e anche più lunga “Monza-Resegone”, forse non tutti sanno però che esiste un’altra corsa che arriva sulla vetta del Resegone, la neonata ResegUP. Partenza dal lago di Lecco, transito sulla vetta del Monte Resegone e ritorno a Lecco, in tutto 24km e 1800 metri di dislivello in salita ed altrettanti in discesa.

Un coraggioso e prode gruppo di Ortichini decise di presentarsi alla partenza, tra questi c’eravamo Io, Antonio e Luigi. La corsa parte alle 16 di sabato pomeriggio e alle idi di Giugno il caldo si sente e i primi 4km sono a dir poco roventi. Quando inizio a sentirmi meglio la salita inizia a tirare sempre di più e ad un certo punto incontro un viso che non mi è nuovo: Luigi. Decidiamo di proseguire insieme e ci avviamo verso la vetta. Poco sotto di noi l’altro nostro compagno Antonio si avvia anche lui verso la tanto agognata cima (e annesso ristoro). La pendenza si fa sentire, la salita in certi tratti diventa quasi un arrampicata su roccia. La prima ad arrivare in vetta sono io, poco dopo arrivano anche Luigi, rallentato dai crampi, e Antonio che sarà il primo a partire per la lunga discesa. Oramai siamo gli ultimi aspettano noi per smontare i ristori, gli altri nostri compagni di corsa sono gli uomini della scopa e inizia la nostra lotta contro il tempo per superare i cancelli orari ed arrivare alla fine. Durante la discesa io e Luigi superiamo Antonio, potevamo rimanere con la scopa mannaggia! Mannaggia sì almeno loro la sapevano la strada!! Proprio quando i nostri piedi iniziavano a calpestare un po’ di confortevole asfalto…..E fu così che rimediammo la scorta ovvero un signore del servizio della corsa con la sua sgommante motocicletta che ci ha scortato quasi fino all’arrivo. Il traguardo lo tagliamo quando oramai tutti erano presi dalle premiazioni scoprendo pure che colui che ci eravamo dati tanta pena di superare era arrivato sette minuti prima di noi….Ultimi ma felici!!!

E questa è stata la nostra ResegUP La ripeterò? Forse, ma non sotto quel sole. Di certo tutte le mie disavventure non mi hanno fatto passare la voglia di volerlo rifare….stavolta da Monza!! AAA compagne/i di squadra cercasi

Irene

 
 
RiduciTraduttore
   



 
 
RiduciTabella di Nolis Nello
   

PREPARAZIONE 10000m  e  MEZZA MARATONA

 

Con  queste semplici tabelle d’allenamento si eseguono 2 sedute impegnative alla settimana.

Ogni 3 settimane di lavoro(carico)va’ eseguita una settimana di scarico(diminuzione della quantita’

Di km corsi e dell’intensita’)

 

F      ritmo mezza maratona+10”

M/F        ritmo mezza maratona+ 25”

 

LUNEDI’       Riposo

 

MARTEDI’    50’ corsa continua lenta ..   da 5 a 10 ripetute di 100m in scioltezza

 

MERCOLEDI’  corsa continua alternando 2 km F con 1 km M/F (totale da 6km   a 15km)

 

GIOVEDI’    Riposo

 

VENERDI’     50’ corsa continua lenta..   da 5 a 10 ripetute di 100m in scioltezza

 

SABATO      da 6  a  10 ripetute di 500m con recupero  di 1’ 30”

                    Andatura piu’ veloce di 10” rispetto al primato sui 10000m

DOMENICA  Riposo

 

LUNEDI    50’ corsa continua lenta.. da 5 a 10 ripetute di 100m in scioltezza

 

MARTEDI’   corsa continua alternando 2 kmF con 1km M/F(totale da 6km  a 15 km)

 

MERCOLEDI’  Riposo

 

GIOVEDI’   50’ corsa continua lenta.. da 5 a 10 ripetute di 100m in scioltezza

 

VENERDI’  da 5 a 8 ripetute di 500m con recupero di 1’ 30”

(andatura piu’ veloce di 10” rispetto al primato sui  10000m)

4 ripetute di 250m (andatura di 30”piu’veloce rispetto al primato sui 10000m)

 

SABATO   Riposo

 

DOMENICA  Tapasciata

 

 

1       Le velocita’ di corsa sono indicative e vanno adeguate alla condizione reale del momento

2       Non arrivare mai troppo stanchi alla fine di un allenamento

3       Saltare l’allenamento quando si e’ stanchi

4       Non eseguire le ripetute di 100m se si e’ stanchi

5       I lavori impegnativi vanno preceduti da almeno 15’ di riscaldamento in leggera progressione 

 

 

  

 

 

 
 

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